martedì 22 agosto 2017

MARE

Lo sciabordio del mare
quando è lento
raccoglie
riporta
sporge
sottili frenesie.

lucciole
i riflessi sul mare
su branchie che ondeggiano corpi
evaporare stanchezze
grani di salseddine
espiare pensieri stanti a-se-stanti

nell'immersione
torni natante
in stato embrionale

sei figlio di questa terra
il mare te lo ricorda

e ti ricorda che TU solo
puoi farti travolgere dalle onde o lasciarti cullare

nel bagno asciuga  ascolti il mare e osservi l'infinito.
dentro le acque ascolti te stesso e sei parte di quell'infinito.

noi figli del mare...

venerdì 21 luglio 2017

ESTRATTO dal breve romanzo La vedova Bianca, Inedito

Il profumo traboccante delle fascine di ulivo, preparate dopo la potatura e fatte seccare al sole, si lasciavano bruciare con facilità, dentro quel forno che sembra la cupola di una chiesa. Il crocchiare delle foglie e della legnetta fine, insieme alle lingue di fuoco cantavano suoni di altri tempi, empi di fragranze d’ulivo selvatico, e sughere dolciastre, nonché di terra fresca e balle di fieno appena rastrellate, il fumo veniva risucchiato dalla cappa esterna alla cupola del forno, seguite dal fuoco che si alzava e si abbassava a seconda dell’ampiezza della fiamma. E ancora fascine, fino a riscaldare e mettere in temperatura il forno, che,  riuscivi a capire quando era pronto, dal colore della parete, appena la parte superiore diventava bianca e chiara, il forno raggiungeva la temperatura, allora venivano infornati cibi e il tutto chiuso con una lastra di ferro a misura della bocca, ogni tanto ci si affacciava per controllare. Si dice che il forno antico, ha un animo, più lo usi più il cuore si riscalda e da vita, più lo adoperi, più la cupola si forma e prende d’intensità, più lo vivi, più lui ti da nutrimento, è una condivisione di vita. Da quella bocca erano uscite le più sfarzose prelibatezze, ma una fra tutte, la più sacra, il Pane. 


[Tea Salis]

giovedì 20 luglio 2017

ESTRATTO Q .B.

Sangue fertile, linfa, radici di miele,
la Vita,
mossa da un giglio.
Unisce gli elementi in un solo soffio.
Dal respiro della luce,
il respiro della terra.
La Terra
Lieve e grave il suo passo esteso dal Verbo, gaia efflorescenza, sollazzevole fragranza e magica apologia.
L’hanno eretta tra inganni di fiele.
Violentata.
Deturpata.
La Terra.
Tradita dall’ingordigia mai sazia di avere.

Ma non hanno cancellato
lo spirito di quel soffio
che rende e muove
genera e RI- genera.
La palingenesi della creazione.
Io.
Uomo.
Così piccolo di fronte alla natura,
mi genufletto a cotanto ardore
con gli affetti della mia esistenza

le rendo elogio.
[Tea Salis]

martedì 4 luglio 2017

A Volte...

Amicizia
con il passare del tempo comincio a pensare che non esiste un vero e proprio amico.
Permettetemi questa frase...

A volte vorresti considerazione dalle persone che ritieni più importanti, ma non arriva, 
condividere successi, vedere gli amici felici e soddisfatti di ciò che fai, ricevere i loro incoraggiamenti e 
il loro sostegno, che è prezioso nell'arte, e se manca, ne soffri.

ti fanno dimenticare 
CHI SEI

A volte queste considerazioni le ricevi da chi meno te lo aspetti,
addirittura ti può capitare che siano proprio persone importanti e professioniste 
a darti preziosi consigli e incoraggiare il tuo lavoro.
Ad apprezzarlo e regalarti preziosi doni che ti fanno crescere sempre di più.
ti trattano con rispetto, ti presentano per quello che fai.



ti fanno ricordare
CHI SEI 
Non per l'amico di paese che scrive due cose o, se sei musicista, quello che strimpella la chitarra.
vabbè che si dice, nessuno è profeta in patria.

A volte le gratificazioni arrivano da perfetti sconosciuti, "i Fan" , e quando leggi i loro complimenti,
gioisci, e ti rafforzi.

ti fanno amare 
CHI SEI  

Amerai comunque i cari amici, con cui hai condiviso gioie e dolori.
spererai che apprezzino il tuo lavoro
e chissà
magari un giorno capiranno.

Memorie e Analogie è stato il mio primo libro cartaceo. é stato il LA, di una serie di avvenimenti che hanno segnato il mio percorso formativo.
è stato una scuola, la realizzazione in fatti, dopo il blog,
di quello che volevo fare realmente.
un susseguirsi di immagini in sequenza 
che hanno caratterizzato e definito il mio Essere.
mi ha aperto un meraviglioso  mondo grazie alle persone che mi ha permesso di incontrare.
Grandi maestri 

Da allora la mia attività come scrittrice è maturata.
é nato Quartiere Benvenuti
uscito in prova sino al 30 Giugno nel web  nel mio libro.it
con tante meravigliose recensioni, richiesto da case editrici (a e non a pagamento) 
Ora in fase di nuova correzione e revisione
ma io sono per "la scrittura indipendente" o per le case editrici che rischiano ancora.

e presto ci sarà 
"La vedova Bianca... la magia d'immaginarti così..."
in onore di Signora Odilia, lavoro ultimato ma ancora da correggere.

sono nate canzoni cantautoriali e tanto tanto altro... 

GRAZIE A TUTTI COLORO CHE CONTINUANO A CREDERE IN ME

(Miiii! ma la sentite la musica in sottofondo mentre leggete il blog?
bellissima vero? è di marco lais) 

lunedì 6 febbraio 2017

INEDITO, Estratto dal nuovo romanzo "La vedova Bianca, la magia di immaginarti così...."

U“”dopo l’armistizio partecipava con accanito valore ai combattimenti sostenuti dalla divisione “Perugia”contro il nuovo nemico. Catturato con i resti del proprio reparto e condannato a morte per la resistenza opposta, teneva contegno fermo e dignitoso. Colpito a morte da una raffica di mitragliatrice cadeva al grido di “viva l’Italia”.””
Albania, Ottobre 1943

[…]rilascia quindi il presente documento per attestare il conferito onorifico distintivo. 

Vale la pena ricevere questo premio? 
In particolare quando a riceverlo non è il diretto interessato?
Non lo so …
Chissà cosa successe in quel maledetto Ottobre del 1943, a quella divisione che dopo l’armistizio fu colta impreparata e in balia degli eventi. Un armistizio ai limiti di una guerra senza una precisa condotta logica, che li aveva sballottati per una parte, e poi per l’altra, senza una preparazione umana, tra la fuga del re, e le rotture interne dei vertici. Si ritrovarono, stanchi, con gli effetti indesiderati della violenza, dell’essere ormai immersi nel tumulto di un dover fare ai confini della sopravvivenza e dello sbando; si ritrovarono a dover difendere l’Albania dall’occupazione tedescacon la speranza daiuto degli alleati dall’adriatico. Secondo le fonti era una situazione ambiagua, i soldati ancora incerti sul “da che parte stare”- se sino a poco tempo fa si seguiva il flusso “Berliniano ” ora si ritrovavano contro lo scempio nazista, l’indecisione si mescolava a scelte morali, ideali, di convenienza, di sopravvivenza, sta di fatto che ci fu una mancata coordinazione, tanto da non capire bene se addirittura combattere. Si diramarono fra le montagne, le fanterie, le divisioni, che a poco poco si frantumarono in una logorante lotta alla sopravvivenza contro gli ex alleati. Non si può immaginare cosa si prova durante la guerra, se non attraverso i racconti e i documenti che riportano gli eventi, si può immaginare uno stato d’animo? 
Cosa puoi pensare in quei momenti, dove la tua migliore amica è un arma, dolce compagna di vita, e magari ti senti sporco da tutta quella sporcizia, di morte e violenza, insudiciato di inganni, dove sono i meriti? In quel momento, a carponi tra la terra, cercando angoli di protezione, sfuggendo ai piccoli smottamenti dell’aria, che richiamano ombre e tumulti, colpi al cuore e fiato sospeso, e paura, tanta paura, con l’irrefrenabile voglia di non essere li e di tornare a casa.
Continuare a farsi strada tra quelle montagne, con slanci di ilarità alla vista dei compagni con la stessa divisa, avvertendo un minimo di protezione, tra simili per una stessa causa, respirando l’aria di un Ottobre autunnale che, come in Sardegna, anche in Albania è ancora caldo, e ti sembra quasi di respirare aria di casa, come se gli eventi ti stessero, in un qualche modo trasportando li, a casa.
Si il sacrificio, si il battersi per la patria…ma poi… cosa rimane, tanta tristezza e malinconia. 
Ecco perché, per Odilia  credo fu importante quel riconoscimento, perché è il riconoscimento di un grande sacrificio, di un uomo che per la patria non ha vissuto, in balia di decisioni e costrizioni prese da altri, affinchè quei passi fra la terra e il cielo, che portano il nome dell’Italia, siano sempre riconosciuti. E non credo neanche che sia caduto sotto il grido di viva l’Italia, ma sia semplicemente caduto, sotto un grido mozzato, e spero che sia stato immediato e lieve, e che non abbia sofferto. 

[…] e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
[…]