mercoledì 3 agosto 2016

LIGELIA: dedicata a tutte le donne con il fazzoletto



"Senza aria ne pensiero
solo un piccolo spiraglio
Geremiade stancante
Occhio vuoto e affaticato
Guarda un letto grigio e sfatto

"Mi ricordo i riccioli sul capo
Mi ricordo i cupi piagnistei
Mi ricordo i fiocchi ed i foulard
per nascondere il gelido martirio.
E quando da piccola cantavo, con te
o i pennelli mi cingevi.
Destreggiavi le tue mani con maestria
Apoteosi d'arte e d'amore

é un diamante il ricordo
irraggia nel cipresso
che d'erba sempre germoglia.
Lo sciabordio nelle vene
pota tracce del tuo Io 

"Mi ricordo i riccioli sul capo
Mi ricordo i cupi piagnistei
Mi ricordo i fiocchi ed i foulard
per nascondere il gelido martirio.
E quando da piccola cantavo, con te
o i pennelli mi cingevi.
Destreggiavi le mani con maestria

Apoteosi d'arte e d'amore.
Ringrazio Marco Lai, compagno di suoni e nella vita, 
mentore e maestro.

I Soletea Sono: 
Tea Salis
 Marco Lai

sabato 16 luglio 2016

FAMIGLIA TEMADA PROVE E IMPROVVISAZIONI


Soddisfazioni genitoriale #3

Prove e improvvisazioni

Parte finale di Tengu: canzone cantautoriale di Tea Salis
Arrangiamenti di Marco Lai alias padre in seconda- il più meglio -
Davide Mariani figlio

mercoledì 13 luglio 2016

#Adagio 4

#Adagio 4
Mi spingo,
Tra confini d’espiazione, per trovare luoghi in-colti- da santificare nella libagione del mio essere consapevole.
Non cerco strade diverse da percorrere, ma da ripercorrere con altre sfumature, e arricchire di cementi nuovi, e aiuole in fiore, magari anche un laghetto al posto delle piazzole, dove fermarsi a riposare tra gli sberleffi del tempo.
Rapirmi e chiedere il riscatto
Quanto valgo?
Devo smaliziare l’ego e invitarmi alla danza, molecole che volteggiano in origami di atomi, e splendidi mandala che si schiudono.

D’io quanto amo ballare la musica del mio essere … donna.

domenica 21 febbraio 2016

Il paradosso di una cantante sorda a metà - #Frammenti tra l'allegro e l'adagio

Sono sorda all'orecchio destro.
GRAVE IPOACUSIA
Non potrò mai essere una cantante "normale"
Qualsiasi sfumatura di stato, umore o debolezza, inter-ferisce sull'intonazione senza accorgermene.
Quando canto, necessito di assoluta concentrazione, e di star bene fisicamente.
Voi direte "vale per qualsiasi cantante"
Ovviamente si, ma per chi è sordo è un pochettino più complicato e delle volte anche stancante.
Nei momenti di stress, l'acufene, in aggiunta al problema ostenta in picchi d'evoluzione; in questi momenti bisogna ponderare il respiro, e ascoltare il battito del cuore per smascherarla, in modo che l'orecchio sinistro  e la conduzione ossea possano fare il loro lavoro, e accompagnare le note che ho in testa OLTRE il respiro in petali di musica.
È sfiancante, ma appagante perchè il canto interiore è una cura.

Posso riscaldare la voce anche ore, ma se l'orecchio non c'è anche il riscaldamento non è sufficiente. È come suonare bene una chitarra scordata,  sai fare mille passaggi, note o armonizzazioni, la tecnica è un fiume in piena, ma la chitarra scordata darà un risultato sonoro fastidioso.

Allora si lavora sul suono.
Adagiarsi al timbro, il proprio, unico tuo personale.
VOCE che rassicura, come una madre, per il figlio a donarsi.
La voce è come l'anima.
Il suono che cura il non-suono.
Posso lavorare con lei per aiutare l'orecchio.
Allora la sordità sparisce, come una magia che non si può spiegare.

ESTERNE BOCCHE DI PIETRA
INTERNI CRISTALLI D'OPALE
DORMONO
COPERTI DA UN VELO
E GIACCIONO
IN FLUSSI LONTANI

E BASTA CHE LA BACCHETTA [ il corpo che respira] ACCENNI IL MOVIMENTO

IL VELO SPARISCE 
LA VOCE INNEGGIA ECHI CHE IMPLODONO
COME SACCHE PIENE D'ESTRO
A SCOPPIARE IN FIUMI DI ECCITAZIONE

OSSA , MUSCOLI, SANGUE , DNA 
CELLULE DI APPARTENENZA TOLGONO IL VELO.

Allora la magia si compie e riesco a cantare bene.
Sentire il respiro attraversare la trachea, smuovere le corde vocali in dolci "vibrafonie" a ritmo del tamburo più antico, il CUORE.
 Questa è la magia che permette all'orecchio di funzionare correttamente.

[ l'incontro tra la mia voce e i brani, poesie o romanzi che scrivo io, è un connubio che estende la magia, un luogo in cui trovo me stessa e posso esprimermi con i miei piccoli difetti. Non potrò mai essere una cantante cover perfetta, ma posso essere la canta-storie che ama comporre fonemi e suoni. 
Un piccolo appunto vale anche per le RADICI, cantare invece una canzone sarda viene spontaneo, come la voce, che è naturale, perchè le origini si respirano dalla nascita, è un meccanismo fisico, biologico che si tramanda ... Questo però è un altro discorso ...]